SVILUPPO SOSTENIBILE

L'isola ecologica RICICLALAND  

Benvenuti nell'economia circolare !

La nostra  postazione interamente automatizzata  lavora per aumentare la percentuale di riciclo effettivo degli imballaggi liquidi. 

Leconomia circolare si basa sul riciclo e l'efficienza energetica sostituendo l'economia lineare anche chiamata " usa e getta". Intende limitare lo spreco di materie prime vergini e l'occupazione del suolo con le discariche. 

Il livello di riciclo effettivo è direttamente collegato alla qualità della raccolta.

La raccolta differenziata tradizionale come implementata in Italia, anche se spinta con servizi porta a porta, comprende una perdita in percentuale nei risultati finali di riciclo effettivo che bisogna compensare con sistemi smart e innovativi

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Un grande strumento educativo

La pratica della raccolta differenziata produce valori importanti da tramandare alle generazioni future. Ma da subito, il valore del riciclo è una necessità che produce un valore immediato anche nella cultura.

Massima sicurezza

Con un sofisticato sistema di lettura ottica e gestione database con valori EAN, forma e il peso degli imballaggi liquidi, la macchina accetta o rifiuta il vuoto inserito, escludendo ogni frazione estranea, ad altissima velocità : 40 unità al minuto. Le operazioni sono sicure e fluide per gli utilizzatori.

6 volte più veloce di un ecocompattatore tradizionale 


Partner in esclusiva per il noleggio full service 

Will share srl

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Per informazioni seguire il link  https://www.willshare.it/


RICICLALAND è 20 volte più efficace di un banale ecocompattatore.

La postazione Riciclaland è altamente automatizzata e garantisce l'assoluta qualità del prodotto raccolto.

Le isole ecologiche semplici , per la loro estrema semplicità, non rilevanza urbanistica, assenza di ogni forma di gestione, dimensioni limitate e ridotta capacità di accogliere quantità rilevanti di rifiuti e quindi non necessità di presidio sono in tutto e per tutto equiparabili al’ordinaria raccolta stradale, senza alcuna autonoma rilevanza e quindi indubbiamente senza necessità di alcuna specifica autorizzazione. 

Il PET ,Acronimo di Polietilentereftalato, fa parte dei materiali di alto valore sul mercato del riciclo  bottiglie e flaconi da acque minerali, soft drink, latte, pommarola, etc. contraddistinti dalla sigla 

Lattine bibite, soft drink e birre. 

Bottiglie acque, vino, birre, contenitori e vasetti. 
Opzioni: TETRAPAK  o altri materiali del flusso da gestire. 


Sistemi di selezione del materiale multileggero al fine di aumentare le quote di recupero e di riciclo di materiali piccoli e leggeri.

La qualità delle raccolta condiziona direttamente il livello di riciclo. Infatti, la percentuale di raccolta differenziata è solo un grossolano indicatore della capacità di riciclare il flusso generato. 
Per questo motivo oggi l'Italia deve investire in sistemi di miglioria come per esempio le macchine robotizzate che "leggono" gli imballaggi di bottiglie in plastica PET e lattine alluminio. Il vantaggio ? intercettare un flusso di materiali ad alto valore di riciclo, prima di gestirli mescolati ad un flusso di prodotti misti, non riciclabili, destinati a l'incenerimento o la discarica.
Chiamate "Reverse vending machine" nei paesi del Nord Europa dove sono diffuse in modo capillare per gestire il vuoto a rendere, sono macchinari che presentano un interazione positiva con i cittadini e in particolari i bambini.
Lo abbiamo dimostrato in tante occasioni, con le scuole in Toscana, o in Lombardia. 
https://youtu.be/ywnVegoNY9s
Ricordo con emozione i bambini che cercavano la sigla " PET" , il suo triangolino con "1 "sulle  bottiglie, per poter vittoriosamente ottenere " un punto" dalla macchina. Si, perché la macchina accetta o rifiuta le bottiglie, secondo se sono riciclabili o meno.
Macchine intelligenti, conforme ai criteri industria 4.0.
Oggi il concetto è rinnovato con successo da comuni come MONTALTO DI CASTRO, grazie a un finanziamento della regione Lazio, affiancando la postazione automatizzata ad un distributore automatico di borracce.
Come funziona ? ogni 30 bottiglie in PET si stampa un codice barre vincente letto sul distributore che regala l'indispensabile borraccia per gli scolari ai tempi di Covid.

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Per conoscere il quantitativo di PET raccolto in un mese ( sarai sorpreso ) , o altre informazioni scrivi a  : info@riciclaland.com.

Aziende private interessate al bando MISE economia circolare che si aprirà il 05 novembre, non esitate a contattarci.


https://www.tusciatimes.eu/attivata-a-montalto-la-macchina-mangia-plastica-liniziativa-della-campagn...
https://www.ilmessaggero.it/viterbo/via_la_plastica_comune_di_montalto_regala_borracce_alluminio_studenti-4930162.html

https://comune.montaltodicastro.vt.it/news/1231493-attivata-a-montalto-la-macchina-mangia-plastica-l...


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Il segreto dell' economia circolare nella pattumiera di Madonna.

Negli anni 90, per svelare i segreti delle stars i paparazzi frugavano nella loro pattumiera. Una cosa disgustosa ma molto istruttiva sul loro modo di vita. In effetti, un consumatore può essere “profilato” con grande precisione, analizzando i suoi rifiuti.
Che cosa ci racconta la pattumiera di Madonna opera di Mouron/Rostaing ? Innanzitutto stigmatizza un periodo dove buttare tutti i rifiuti senza differenziare era la normalità. L’economia lineare spingeva verso la crescita dei consumi esaltando lo slogan “’usa e getta”. Ci racconta che Madonna beveva tanta acqua minerale, ma anche tanta birra. Che nella sua dieta rientravano le patatine di McDonalds e le cereali al cioccolato. Se fossi un produttore di acqua minerale ne prenderei nota, Madonna è un buon cliente potenziale.
E straordinario che l’industria non si interessi di rifiuti nella propria strategia marketing. 
Ecco un esempio di mancata opportunità : il caso delle apparecchiature elettroniche. 
In Italia ci sono due momenti per captare il consumatore quando si disfa di un RAEE ( rifiuto da apparecchiature elettrica o elettronica ): 
"1 contro 1": il cliente può, a fronte dell’acquisto di una nuova apparecchiatura, richiedere il ritiro della vecchia. previsto dal Decreto Legislativo 49/2014 e dal Decreto Ministeriale 65/2010.
"1 contro 0": il cliente può richiedere il ritiro della vecchia piccola apparecchiatura  ( di dimensione massima 25 x 25 cm ) senza obbligo di acquistarne una nuova, presso le superficie commerciali di più di 400 mq. Previsto dal Decreto Legislativo 49/2014 e dal Decreto Ministeriale 121/2016.
Ma pochi la sanno: È quanto emerge da un’indagine “ritiro 1 contro 0” realizzata tra aprile e maggio 2018 dalla community di Friendz per Ecodom,  Consorzio italiano nella gestione dei Raee, coinvolgendo quasi 10.000 utenti .
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Forse una spiegazione si trova nella legge: nel DL 49 del 2014, c’era un paragrafo molto importante: "Sanzioni 1. Il distributore che (…. ) indebitamente non ritira, a titolo gratuito, un RAEE e' soggetto, ove il fatto non costituisca reato, alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 150 ad euro 400, per ciascuna apparecchiatura non ritirata o ritirata a titolo oneroso."
Ma nel DM del 2016 il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare GALLETTI ha introdotto una versione meno coercitiva: "art 4 . I distributori possono rifiutare il ritiro di un RAEE di piccolissime dimensioni nel caso in cui questo rappresenti un rischio per la salute e la sicurezza del personale(….).( e ancora non era apparso il COVID )In tal caso il conferimento è effettuato ai sensi dell’articolo 12, comma 4, del decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49 "(cioè semplicemente responsabilità del  comune). 
Addio raccolta capillare consensuale per il bene comune, benvenuto cattivo cittadino che non sa dove buttare i RAEE.
Ecco i risultati : nel 2019 in Italia per i piccoli RAEE (WEEE qui sotto categoria R4) la raccolta si ferma al 22% dell' immesso al consumo, contro un obiettivo del 65%. E pensare che sono i rifiuti più inquinanti, in crescita esponenziale in un mondo digitale, e con grandi recuperi possibili, dalla riparazione ai metalli preziosi.
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Eppure offrire un buono sconto per un apparecchiatura obsoleta è una delle vecchie ricette del commercio. La “rottamazione” si opera con successo nel mercato automobile.
In una logistica reversa, il buono sconto diventa il premio per il consumatore virtuoso che smaltisce correttamente il rifiuto. Il consumatore consapevole e premiato è il migliore motore dell’economia circolare.
La pattumiera di Madonna ci racconta anche che una pattumiera può diventare un’ opera d’arte, ma questa è tutta un’altra storia.

Per informazioni sui nostri sistemi premianti con raccolta selettiva contatti : 
https://www.riciclaland.com/

credits :
https://www.erpitaliaservizi.it/servizi-1-contro-1-contro-0/
https://ec.europa.eu/environment/waste/weee/index_en.htm
https://www.greenreport.it/news/rifiuti-e-bonifiche/rifiuti-gli-italiani-hanno-diritto-al-ritiro-1-c...




Scopri perché la bottiglia raccolta in mare ha più valore della bottiglia raccolta in terra.

Durante il salone EUROSHOP a febbraio 2020 sono rimasta molto colpita del numero di aziende che propongono prodotti di plastica riciclata recuperata dagli oceani. Gigantografie di tartarughe strangolate nelle reti da pesca sono immagini forti che sicuramente scuotono le coscienze.

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Molti produttori interrogati sulla provenienza di questa plastica utilizzano granulati forniti e certificati dall’organizzazione danese OWP, acronimo di Ocean Waste Plastic. Che cos’è il materiale certificato OWP ? citiamo il sito ufficiale :

“qualsiasi materiale plastico che si trova già negli oceani o nelle aree vicine dove la plastica galleggia o potrebbe potenzialmente finire negli oceani.” Difatti si tratta di materiale raccolto anche sulle spiagge e nei fiumi. Dove? lontano dall' Europa.

Viene spontaneo chiedersi come sia possibile raccogliere in mare, trasportare, selezionare e ritrasformare in granulati, garantendo una filiera produttiva e prezzi appetibili ?

La richiesta del mercato è molto forte e si sono moltiplicate le piattaforme che hanno come obiettivo la raccolta della plastica in mare: Il "marine litter" è entrato nel vocabolario delle UE.

I venditori dei granulati scrivono di raccolte bottiglie in Asia, da parte di comunità che ne fanno una fonte di guadagno: Cosi la raccolta viene sponsorizzata da donatori. Il ruolo della piattaforma è di garantire la tracciabilità, la purezza del compost, la block chain per fare una fonte regolare di approvvigionamento.

Qual è la differenza con la plastica riciclata in Europa?  Il processo produttivo è identico.

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La differenza è la provenienza della plastica, la bottiglia raccolta in mare ha più valore ambientale e sociale:

Lo spiega il sito di oceanworks ® :“La maggior parte delle materie plastiche riciclate utilizzate negli articoli di uso quotidiano proviene da plastica raccolta sul tuo marciapiede da società di gestione dei rifiuti professionali. Questa plastica viene quindi smistata e ulteriormente trasformata in vari prodotti e imballaggi. Questo è noto come PCR (riciclaggio post-consumo). La plastica garantita Oceanworks® al contrario, proviene da aree prive di tali sforzi di raccolta professionale in cui vi è un'alta probabilità che la plastica penetri nell'oceano.” 

 "La plastica in questione è stata raccolta in mare, o era destinata probabilmente a finire in mare, O è stata raccolta in un raggio di 50 km dalla costa “ ( applicato a l’Italia, sarebbe a dire includere Roma capitale nella zona di raccolta ).

https://oceanworks.zendesk.com/hc/en-us/articles/360035207412-How-is-ocean-plastic-different-from-other-recycled-plastic-

Sul sito Waste2wear invece si racconta in modo dettagliato che la plastica “viene raccolta da raccoglitori locali ed ex pescatori che hanno perso il proprio reddito a causa delle normative ambientali che applicano divieti di pesca nel fiume Yangtze. In collaborazione con il governo locale e il Narwhal Ocean Center, Waste2Wear ha creato un modello di business stabile in cui questi ex pescatori e raccoglitori possono ora ricavare il loro reddito dalla pesca della plastica dall'oceano, dalle aree costiere e dai corsi d'acqua. Attualmente raccolgono più di tre tonnellate di rifiuti dall'oceano ogni settimana”. Viene precisato nelle FAQ:” Nella maggior parte dei casi le bottiglie vengono raccolte da composti residenziali e commerciali, nonché dalle aree costiere da piccole cooperative, e vendute a centri di raccolta certificati.”

Questa bottiglia proveniente dal mare, purché lontano e con filiera meno garantita che in Europa, ha più valore nel cuore del consumatore che la bottiglia raccolta in Italia. 

Perché non si può esaltare fieramente “prodotto da rifiuti 100% Italiani *" come per le altre eccellenze italiane cosi popolari in stagione post covid ? Il beneficio sarebbe evidente a tutti, territorio più pulito, diminuzione discariche e incenerimento.Il consumatore potrebbe orientare i suoi acquisti, magari con un certificato di provenienza che favorisca il riciclo locale, limitando il cosidetto "turismo dei rifiuti".

Si devono interrogare i produttori e i riciclatori, e tutto il sistema istituzionale di cui è la missione, sul come raccontare e convincere il consumatore che un prodotto da plastica riciclata ha un forte valore aggiunto

Qui e adesso, riciclare solo il 55% delle bottiglie in PET immesse al consumo, nel terzo paese consumatore al mondo, è un gigantesco spreco. Le istituzioni anziché vantare, in un soliloquio autoreferenziato, il fatto che sono risultati eccellenti, dovrebbero ripensare la loro strategia di coinvolgimento dei consumatori-cittadini.

Il consumatore informato è il migliore motore per l’economia circolare.

  * trademark 

info@riciclaland.com

https://www.eleconomista.es/aragon/noticias/10336189/02/20/Araven-recicla-los-materiales-de-pesca-para-fabricar-cestas-y-carros-de-la-compra-sostenibles.html

https://oceanworks.zendesk.com/hc/en-us/articles/360035207412-How-is-ocean-plastic-different-from-other-recycled-plastic-

https://www.oceanwasteplastics.com/owp-recycling

https://www.waste2wear.com/ocean-plastic-project-2/

La biobottle, la buccia di banana e la bottiglia buttata in mare

Se metti alla prova la biobottle per 80 giorni in giardino sottoposta a pioggia ,caldo e freddo ecco cosa succede:  NIENTE la bottiglia rimane li ferma e non si muove.

Eppure la sua pubblicità recita :“Composta da un biopolimero ottenuto dalla fermentazione di zuccheri vegetali. Degrada in 80 giorni e consente un netto risparmio energetico nei processi produttivi. " Una bella immagine dal video del produttore conferma questa meravigliosa proprietà: 


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Però NO, la biobottle non è come la buccia di banana . La biobottle deve essere sottoposta a trattamento biomeccanico negli appositi impianti, che sono pochissimi in Italia. Praticamente non esiste la filiera. Invece tutti sappiamo che l’unico impatto ambientale della buccia di banana buttata in terra è che risulta pericolosamente scivolosa. Quindi se la buccia di banana lasciata incustodita per terra può dare luogo a una sciagura, forse è di buonsenso che la Biobottle non deve essere buttata in terra , ma ecco che scoppia lo scandalo, si può vedere in RAI 2  la bottiglia buttata in mare !

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Il ministro Costa ha stigmatizzato il gesto e riqualificato la biobottle per quello che è: un manufatto che non si degrada naturalmente.

Vedere bottiglie di plastica sul bordo strada è sempre un dolore, e quando mi capita penso, se questa "cosa" rimane qui per altri 450 anni, cosa penseranno i futuri abitanti della terra? Scavando alla ricerca di tracce di civiltà estinta ...troveranno solo questi schifosi detriti.

Uno dei problemi immani della plastica delle bottiglie è che ha una resistenza e una durabilità eccessiva rispetto al periodo di utilizzo, almeno 15 anni senza nessuna alterazione, e si degrada con una lentezza che non è a misura umana, qualcuno ipotizza fino a 450 anni, ma in realtà non lo sappiamo esattamente perché questi prodotti esistono solo dagli anni 70. In poche parole tutta la plastica che non è stata riciclata dagli 50 è ancora là fuori, 8.3 miliardi di metri cubi di plastica prodotta dal uomo ,e di quel volume in buona parte è diventato rifiuto. Terribile bilancio ambientale: Il 9% è stato riciclato, il 12% è stato incenerito e il 79% è stato accumulato in discariche o nell'ambiente naturale.

"Ci sono persone vive oggi che ricordano un mondo senza materie plastiche", ha detto Jambeck. "Ma sono diventati così onnipresenti che non puoi andare da nessuna parte senza trovare rifiuti di plastica nel nostro ambiente, compresi i nostri oceani."

Che cosa significa? che assolutamente nessuna, nemmeno una, bottiglia di plastica deve essere dispersa. IL PET è riciclabile al 100%, non si deve ne bruciare (Non c’è beneficio energetico da valorizzare) ne buttare in discarica, ne ancora meno buttare in mare.

Per recuperare ogni singola bottiglia, proponiamo raccoglitori automatici che li selezionano istantaneamente al momento del conferimento con un sistema di lettura ottica, controllo peso e forma. I sistemi di incentivazione o premiazione sono a scelta del gestore: buoni sconti, raccolte punti o crediti tariffa puntale per in Comuni.

Per informazioni: info@riciclaland.com

E poi se proprio vogliamo anche diminuire i consumi  ed accelerare il processo di riciclo “Un altro elemento da valutare è quello di riattivare il vuoto a rendere per un importo minimo di 25 centesimi per ogni bottiglia di plastica” come sottolinea giustamente Roberto La pira di “il fatto alimentare”. .

https://ilfattoalimentare.it/bottiglie-in-bioplastica.html

https://ourworldindata.org/plastic-pollution

https://www.nationalgeographic.com/environment/2019/08/plastic-bottles/

https://www.nature.com/articles/srep23501

https://www.sciencedaily.com/releases/2017/07/170719140939.htm






Come una semplice borsa può cambiare il mondo e fare felici i delfini

Il problema della plastica nel mare non riguarda solo lontane e presumibilmente deserti distese oceaniche. Riguarda il nostro mare, il Mediterraneo, la nostra culla culturale. La concentrazione delle microplastiche è molto elevata tra il Mar Ligure e l'isola d'Elba, nell'area protetta del Santuario dei Cetacei. Secondo l'Ismar - Cnr sono 1,2 milioni le microplastiche presenti nel Mediterraneo per chilometro quadrato, per una concentrazione che è tra le più alte al mondo.  Lo dice Maria Cristina Fossi, docente di Ecologia ed Eco tossicologia dell'Università di Siena" -. È un tema prioritario perché è una delle aree più impattate al mondo, infatti si tratta di un mare chiuso".

Quest'anno, nell'estate post Covid, saremo molti a frequentare il mare Italiano, un littorale prezioso che il mondo ci invidia. Come reagire di fronte a queste notizie avvilenti? Un segnale di cambiamento può racchiudersi in una semplice Borsa di tela? Si ! Perché rappresenta l'antitesi della borsa di plastica monouso che ha tanto danneggiato l'ambiente, per troppi anni. Distribuita senza valutare l'impatto ambientale, elogiando la praticità, la modernità, del monouso consumistico, la borsa di plastica è l’oggetto simbolo dell’ era industriale che non vogliamo più vedere. Come la scandalosamente eterna cannuccia di una nota bevanda Italiana, che si ritrova sulle spiaggie più remote del monde.

La borsa Oceanus è bella, morbida, capiente, la tua eleganza al mare o al supermercato ti fa cambiare stile di vita e diventa armonia con la natura. I progetti di Oceanus onlus sono tutti incentrati sulla preservazione del meraviglioso ecosistema marittimo.

I delfini ringraziano, e anche i nostri figli !

Qui trovi dettagli in particolare sulla campagna "no more plastic bag" con il patrocinio del ministero dell'ambiente.

http://www.oceanus.it/no-more-plastic-bags-2020.html?fbclid=IwAR1LvB664u-qrz_2h59odzF6LVHlzIrANI-ese5ZEC-tikdOW78JTPKivts
Puoi contribuire facendo un bonifico bancario intestato a: OCEANUS onlus
causale: No More Plastic Bags
IBAN IT73O 033 5901 6001 0000 0063 104
BIC BCITITMM
Altra buona notizia puoi detrarre il 19% dell'importo dalle tasse fino a un massimo di € 392,50.

http://www.oceanus.it/no-more-plastic-bags-2020.html?fbclid=IwAR1LvB664u-qrz_2h59odzF6LVHlzIrANI-ese5ZEC-tikdOW78JTPKivts

Patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare